Le opere del Grand tour nel Fondo Moncada
Come noto, il Grand Tour è il viaggio a tappe in Europa, che il giovane rampollo delle famiglie dell’aristocrazia europea compiva per completare la sua formazione intellettuale: ne era, possiamo affermare, il completamento necessario.
A partire dal XV secolo questi “studenti” viaggiano in tutta Europa, spesso ospiti delle corti più in vista e naturalmente l’Italia, culla del Rinascimento, non può mancare con le sue città più importanti: Roma, Firenze, ma anche Milano e Torino, fino a Napoli.
Ma è dal 1700 in poi che, a seguito degli studi del Winchelmann e delle istanze portate avanti dall’Illuminismo e quindi di un nuovissimo interesse per i fenomeni scientifici, che il Sud dell’Italia e anche la Sicilia entrano a pieno diritto in questi itinerari: nuovi territori da esplorare e far conoscere, ricchi di storia e miti, di colori e tradizioni, di meraviglie e curiosità.
Ecco allora che i diari di viaggio di questi viaggiatori ci restituiscono molto spesso tutte le emozioni provate nell’attraversare i luoghi, ma anche le riflessioni, le digressioni di tipo artistico, antropologico, scientifico, e così pure i preconcetti che questi visitatori si portavano addosso o le critiche anche aspre che non disdegnano di muovere.
E così nel ‘700, soprattutto nella seconda metà, il racconto del viaggio si arricchisce di caratteri filosofici e spirituali, accompagnati spesso da una mitizzazione della Sicilia e delle sue meraviglie.
Nell’800 la nostra isola comincia ad essere descritta in modo più disincantato, anche se permane forte l’impronta lasciata dalle fonti antiche che gli autori conoscono molto bene e che spesso citano nei loro resoconti.
Alla fine del secolo e nel ‘900 la descrizione dei luoghi è accompagnata anche dall’intento di documentare oltre gli aspetti archeologici e naturalistici, anche le reali condizioni culturali, sociali ed economiche della Sicilia.
Il Fondo Moncada comprende oltre 60 opere di viaggiatori (37 opere di autori francesi, 14 di inglesi, 6 di tedeschi e 8 d'italiani) edite tra la fine del XVIII e i primi decenni del XX secolo, formando in tal modo un nucleo abbastanza omogeneo e ampiamente rappresentativo del “viaggio in Sicilia”. Molti volumi sono di grande pregio bibliografico, corredati da incisioni e alcuni hanno anche dediche autografe degli autori.
