Pietro Benigno e la scuola farmacologica palermitana
La storia della farmacologia a Palermo nel Novecento si intreccia con la figura del professor Pietro Benigno (1918-2007), uno dei protagonisti della medicina accademica italiana del secondo dopoguerra. Dopo la formazione presso la scuola farmacologica padovana guidata da Egidio Meneghetti, nel 1956 fu chiamato a ricoprire la cattedra di Farmacologia presso l'Università di Palermo, dove svolse attività didattica e scientifica fino al 1988. Oltre all'attività di ricerca, Pietro Benigno ebbe un ruolo di primo piano nel governo universitario: fu Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Palermo per dodici anni, a partire dal 1969, contribuendo alla formazione di generazioni di medici e farmacologi siciliani. La sua produzione scientifica si colloca nel contesto della crescita della farmacologia sperimentale italiana, disciplina che nel corso del Novecento trasformò radicalmente il rapporto tra laboratorio e pratica clinica. Benigno fu inoltre direttore della Scuola Internazionale di Farmacologia dell'Ettore Maiorana Centre for Scientific Culture di Erice, contribuendo alla diffusione internazionale della ricerca farmacologica italiana. La sua figura non si limitò all'ambito strettamente scientifico. Colleghi e allievi lo ricordano come un intellettuale capace di coniugare cultura umanistica e rigore scientifico; nel 1999 ricevette il prestigioso Premio Galeno Italia alla carriera, uno dei maggiori riconoscimenti italiani nel campo della farmacologia. Questo percorso permette di seguire la nascita e lo sviluppo della farmacologia moderna a Palermo attraverso documenti archivistici, pubblicazioni scientifiche e fonti amministrative che testimoniano tanto la carriera di Pietro Benigno quanto il contesto accademico nel quale operò.
