Le radici dell'ingegneria: libri, idee e trasformazioni del territorio
I volumi selezionati offrono uno spaccato della cultura tecnico-scientifica tra XVIII e XIX secolo, quando osservazione, misura ed esperienza diventano strumenti essenziali per comprendere e trasformare la realtà. Ne emerge un sapere unitario che considera città, territorio, natura e costruito come parti di un'unica indagine sul mondo. Il percorso si apre con la Descrizione di Palermo antico di Salvatore Morso, che presenta la città come luogo di memoria e conoscenza, utile a comprendere il rapporto tra spazio urbano, patrimonio e comunità. La capacità di osservare e interpretare la realtà trova poi espressione negli Elementi di geometria di Sylvestre François Lacroix e nel Trattato teorico-pratico di prospettiva di Eustachio Zanotti, opere che mostrano come geometria e disegno siano strumenti fondamentali per misurare, rappresentare e progettare lo spazio. Questi principi confluiscono nelle Considerazioni architettoniche di Niccola D'Apuzzo, dedicate alla definizione dello spazio edificato, e nelle Teorie idrauliche concordate colle sperienze di Gioseffo Mari, che evidenziano il valore della sperimentazione nella gestione delle risorse idriche. Il percorso si conclude con il Trattato teorico-pratico completo sull'ulivo di Giuseppe Tavanti, dove il territorio agricolo emerge come luogo di osservazione e innovazione, capace di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente. Nel loro insieme, questi volumi mostrano come discipline diverse, dalla geometria all'architettura, dall'idraulica all'agricoltura, fossero parte di un unico progetto di conoscenza del territorio. Attraverso l'osservazione, la rappresentazione e l'intervento sullo spazio, essi testimoniano una cultura tecnica volta a comprendere e trasformare la realtà. Oggi queste opere permettono di riscoprire le radici di temi ancora attuali, come la tutela del patrimonio, la gestione delle risorse e il rapporto tra sapere, territorio e innovazione.
