Ovazza, Mario (1897-1974)
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Type
Fascicolo
Custodian
Università degli Studi di Palermo
Abstract
Mario Ovazza nasce a Torino il 5 giugno 1897 da Elia (1852-1928 ed Elena Lombroso, pronipote del celeberrimo antropologo Cesare. Mario giunge a Palermo in tenera età, allorquando il padre, professore universitario di Meccanica applicata alle macchine, viene chiamato presso la Scuola d'Applicazione per Ingegneri annessa alla Facoltà di Scienze dell'ateneo siciliano. Mario Ovazza ottiene la licenza presso il Regio Istituto Tecnico di Palermo (sezione Fisico-Matematica) e il 4 novembre 1912 si immatricola con il n. 958 alla Scuola d'Applicazione, sezione Ingegneria civile. Durante gli anni del primo conflitto mondiale, per incompatibilità d'orario con il corso di Ferrovie, Ovazza chiederà che l'Ateneo trovi una soluzione affinché egli (e altri con lui) possano seguire i corsi "accelerati" per gli studenti sotto le armi; nel 1916 frequenterà il Corso Allievi Ufficiali di Complemento presso l'Accademia militare, partirà volontario e il fronte sarà per lui un’esperienza durissima: ritornerà grande invalido, quasi del tutto cieco e gli verrà data la medaglia d’argento al valor militare. Nonostante ciò si laureerà il 21 luglio 1920 con la votazione di 98/100. La vita di Mario Ovazza sarà ulteriormente stravolta dalle leggi razziali: a decorrere dal 1° marzo 1940 egli, come tutti i suoi colleghi ebrei, sarà radiato dall’albo degli ingegneri e non potrà più esercitare: vivrà in semiclandestinità, salvandosi per i meriti legati al suo passato di combattente e per la protezione offertagli dalla chiesa; quando la Sicilia sarà liberata dagli Alleati, metterà la propria competenza a disposizione dell’AMGOT. Da ingegnere, applicherà le sue competenze tecniche alla riforma agraria e al processo di industrializzazione della Sicilia, contrastando il potere dei latifondisti agrari e dei monopoli del capitalismo privato e statale e proponendo uno sviluppo moderno e democratico per salvaguardare le risorse naturali e l’autonomia della regione. Ovazza morirà a Palermo il 1° luglio 1974 all’età di settantasette anni. Viene ricordato, tra le altre, per essere stato più volte deputato all'ARS (eletto nella II, III, IV, V legislatura nelle liste del Pci, di cui fu capogruppo tra il 1958-59 e presidente della Commissione Agricoltura) nonché direttore dell’Ente di colonizzazione del latifondo siciliano e dirigente dell’Unione siciliana delle cooperative agricole.
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